exhibitions 

Nature Morte
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ANDREA BRANZI:
Nature Morte

FuoriSalone 2011

 

ANDREA BRANZI "Nature Morte"

 

Independent buzz design…

Abbiamo vissuto a lungo nell’illusione di essere capitati dentro un intervallo della storia. Il design alimentava questa illusione: fuori dal mondo, dalla storia, dalla vita e anche dalla cultura. Forse è il momento di cambiare il nostro tono di voce, la nostra musica e la nostra drammaturgia.
Abbiamo visto crollare tutte le cattedrali della politica, dell’economia, della modernità per lasciare il posto a un mercato globalizzato e a cervelli livellati dalla prudenza ambientalista.
Adesso quell’intervallo è finito: viviamo in un mondo privo di confini, di certezze, di spessore. Così in questo tempo circolare e opaco nel quale viviamo, le Nature Morte cercano di avvicinarsi ai temi alti della vita, ma anche alla mediocrità della verdura; auto-contemplativo e impegnato a fornire risposte intelligenti a domande intelligenti, il design è sempre stato lontano da queste responsabilità. Come una religione aniconica esso rifiuta di contaminarsi con tutto ciò che non ha origine nel recinto sacro del progetto, che non appartiene alla città santa della producibilità industriale. 
Su questa strada il design non si accorge dei tempi che viviamo e dei rischi che corriamo; rischi non solo ambientali, ma più largamente politici e culturali; la nostra felicità non si misura con i metri quadri di prato a disposizione e il lieto fine che il design sembra garantire, non è assicurato.
E’ esistita la cultura “dark”, la musica e la moda “punk”, per non parlare del lavoro dell’arte contemporanea e dei suoi presagi; ma nel design non troviamo traccia di queste inquietudini. 
Gli oggetti non sono mai stati strumenti muti, ma testimoni del nostro destino; lanterne nel buio della storia che esorcizzano le nostre paure e guidano la nostra mente. 
Le Nature Morte rappresentano ciò che è stato escluso dalla tecnologia e dal marketing; attraverso la Morte rappresentano la Vita e il suo eterno rinnovarsi. 
Esse sono il presagio scaramantico di una imminente immortalità di massa e della sconfitta della morte. 
Se al peggio non c’è limite, vuol dire che anche al meglio non c’è limite. 

Andrea Branzi
Ottobre 2010

 

 

 

 

Still Lifes

Independent Buzz Design...
For quite some time now, we have had the illusion of living in an interval of history. And Design, detached from the world, history, life and even culture, has been feeding this illusion. Perhaps it is time to change our tone of voice, our music and our dramaturgy.
We have seen all the shrines of politics, economy and modernity collapse and make room for a globalized market and minds that are leveled by environmentalist caution.
Now the interval is over. We live in a world without limits, certainties or depth. And so, for these times of circularity and opaqueness that we are experiencing, Still Lifes is an attempt to approach the elevated themes of life, but also the mediocrity of our vegetables. Design, committed to navel-contemplation and the furnishing of intelligent answers to intelligent questions, has always avoided this responsibility. Like an aniconic religion, it refuses to be contaminated by what does not originate in the sacred enclosure of a project or cannot reside in the sacred city of industrial manufacturability. 
On this road, Design does not read the writing on the wall and remains oblivious to the risks at hand, which are not only environmental, but more largely political and cultural. Our well-being cannot be measured by the square meters of our lawn, and the happy ending that Design promotes is not assured. 
There once existed Dark Culture, and Punk music and fashion, to not mention contemporary art and its premonitions. Yet in Design, we cannot find a trace of this angst.
Objects have never been mute instruments, but testimonies of our destiny, lanterns in the darkness of history that exorcize our fears and guide our minds.
These Still Lifes represent what has been excluded by technology and marketing. Through Death, they represent Life and its eternal renewal. They are an augurial token of imminent “mass immortality” and the defeat of Death.
If there is no limit to what is bad, there is no limit to what is good.

Andrea Branzi
October 2010